Alessandro Cattelan nel finale del programma da Grande

Quando si smette di dire “Bravo”?

by Marco Armana
September 28, 2021
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Una Società che mette tutti in competizione e che per lo più strozza in gola una parola così semplice e sincera da pronunciare come “Bravo”.

Anche se può sembrare banale complimentarsi con qualcuno e riconoscere i suoi risultati è la cosa più difficile che ci possa essere.

Siamo cresciuti con questo approccio. Finchè qualcuno non diventa “scomodo” va tutto bene.

Guarda cosa succede con i bimbi?

“Bravo! i tuoi primi passi; Bravo! la cacca nel vasino, Bravo! non stai picchiando tua sorella”.

Le più piccole cose sono sempre elogiate, poi però succede qualcosa; si cresce, si diventa adulti e nella migliore delle ipotesi alla parola “Bravo” si aggiunge sempre un profondo e giudicante “ma”;

Guarda caso quello che è successo ieri ad Alessandro Cattelan e al suo programma Da Grande. Quando è andata bene il commento è stato

“Lui è Bravo … ma

  • non è un one man show;
  • quì siamo sulla RAI;
  • non siamo più a XFactor;
  • non è Amadeus e Carlo Conti;
  • un bagno di umiltà gli servirebbe.

Questo non succede solo in televisione e sui social dove tutto è enfatizzato.

Tutti i giorni, al lavoro, in famiglia, dagli amici, ci viene chiesta (ahimè) la nostra opinione/parere e forse proprio quì a volte è il caso di ricordarsi che anche quando sei sicuro di fornire il tuo contributo alla storia una delle opzioni, e non la più semplice a nostra disposizione, è un semplice “Bravo/a”.

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